L’e-commerce in Italia vale oltre 66,6 miliardi di euro nel 2026, secondo la stima dell’Osservatorio eCommerce B2c di Netcomm e Politecnico di Milano: 42,6 miliardi di acquisti di prodotti e 24 miliardi di servizi, con una crescita del 6% su entrambi i fronti. Il mercato cresce, ma con ritmi da settore maturo, e cambia forma: meno negozi online attivi, più peso dei marketplace e dell’intelligenza artificiale nel percorso d’acquisto.
Punti chiave
- Nel 2026 gli acquisti online degli italiani superano i 66,6 miliardi di euro, +6% sul 2025 (Netcomm e Politecnico di Milano).
- L’online pesa per l’11,5% sul totale degli acquisti retail di prodotti, quasi mezzo punto in più del 2025.
- I consumatori digitali sono 35 milioni, stabili, con un’età media di 48 anni.
- Le imprese con un e-commerce attivo scendono a 87.000, dalle 91.000 del 2025 (-4,4%).
- Per Istat il 49% degli italiani dai 14 anni in su ha comprato online nei 12 mesi precedenti la rilevazione 2025.
Quanto vale l’e-commerce in Italia nel 2026?
Nel 2026 l’e-commerce B2c in Italia vale più di 66,6 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto al 2025. La stima è stata presentata il 6 maggio 2026 al Netcomm Forum dall’Osservatorio eCommerce B2c di Netcomm e della School of Management del Politecnico di Milano, il riferimento più usato dal mercato italiano.
Dentro il totale, i prodotti valgono 42,6 miliardi e i servizi 24 miliardi, entrambi in crescita del 6%. Un anno prima, ad aprile 2025, l’Osservatorio stimava per il 2025 oltre 62 miliardi complessivi, con più di 40 miliardi di prodotti e circa 22 miliardi di servizi. I numeri completi sono nel comunicato ufficiale degli Osservatori Digital Innovation.
Chi legge anche altri report troverà cifre diverse. Casaleggio Associati, nella ventesima edizione del rapporto “E-commerce in Italia”, stima per il 2025 un giro d’affari di 90,6 miliardi. Non è una contraddizione: i due studi misurano perimetri diversi con metodi diversi, quindi i valori non vanno confrontati tra loro, solo con le serie storiche dello stesso istituto.
Quanto pesa l’online sul commercio totale?
L’online rappresenta l’11,5% degli acquisti retail di prodotti nel 2026, secondo Netcomm e Politecnico di Milano, quasi mezzo punto in più rispetto all’11,2% stimato per il 2025. In altre parole, quasi nove euro su dieci spesi in prodotti passano ancora dal negozio fisico, ma la quota digitale continua a salire ogni anno.
La penetrazione cambia molto da un comparto all’altro. Elettronica e informatica sono da anni le categorie con la quota online più alta, mentre alimentare e grocery restano sotto la media, pur crescendo. Per chi vende, il dato utile non è la media nazionale ma la quota del proprio settore: un brand di arredo e uno di elettronica affrontano mercati online di maturità molto diversa.

Chi compra online in Italia?
In Italia i consumatori digitali sono 35 milioni nel 2026, stabili rispetto al 2025 e più che raddoppiati dal 2014 (+119%), con un’età media di 48 anni. Il dato di Netcomm racconta un pubblico ormai ampio e adulto: la crescita del mercato oggi dipende dalla frequenza e dallo scontrino, non dall’arrivo di nuovi acquirenti.
Istat conferma il quadro con un’altra misura. Nel report “Cittadini e ICT, anno 2025”, pubblicato il 22 aprile 2026, il 49% delle persone dai 14 anni in su ha fatto almeno un acquisto online nei 12 mesi precedenti, 2,3 punti in più dell’anno prima, e il 38% negli ultimi tre mesi. Restano divari netti: comprano online il 53% degli uomini e il 45,3% delle donne, il 53,3% dei residenti al Nord contro il 41% del Mezzogiorno, il 75,6% dei ragazzi tra 20 e 24 anni.
C’è anche un dato che chi gestisce un negozio online dovrebbe tenere sulla scrivania: il 41,2% di chi ha comprato di recente ha avuto almeno un problema, soprattutto consegne in ritardo (21,6%). Logistica e assistenza sono ancora il punto debole dell’esperienza d’acquisto.
Quali settori crescono di più?
Nel 2026 cresce più di tutti il comparto beauty e farmaceutico, +8%, secondo l’Osservatorio Netcomm e Politecnico di Milano. Informatica ed elettronica, abbigliamento, editoria, arredamento e home living, food e grocery crescono tutti tra il 5% e il 6%. Tra i servizi corrono le assicurazioni (+11%) e turismo e trasporti (+7%); rallenta invece il comparto auto e ricambi.
La crescita diffusa tra il 5% e il 6% è il segno di un mercato maturo. Non ci sono più categorie che raddoppiano in un anno, ma un avanzamento costante su quasi tutti i fronti. Per un e-commerce di nicchia significa che la quota si conquista sottraendola ai concorrenti, con assortimento, servizio e visibilità, più che cavalcando un mercato in espansione.
Per vedere come si comportano i protagonisti, la nostra mappa dei siti e-commerce italiani e la selezione dei migliori siti di abbigliamento online raccontano i casi più interessanti per settore.
Quante imprese vendono online in Italia?
Le imprese italiane con un e-commerce attivo sono circa 87.000 nel 2026, in calo del 4,4% rispetto alle 91.000 del 2025, secondo Netcomm. Nel corso dell’anno ne sono nate circa 22.000 e ne hanno chiuso più di 23.000. Oltre il 90% sono micro o piccole imprese.
Il saldo negativo non indica un mercato in crisi, ma una selezione. Aprire un negozio online costa poco, tenerlo in piedi con margini sostenibili è un altro discorso: pubblicità, logistica, resi e piattaforme pesano soprattutto sui piccoli. Chi parte oggi deve fare i conti da subito, come spieghiamo nella guida su quanto costa un sito web nel 2026 e nel confronto tra Shopify, WooCommerce e PrestaShop.
Anche Istat misura il fenomeno dal lato delle imprese con almeno 10 addetti: secondo il report “Imprese e ICT, anno 2025”, pubblicato il 15 dicembre 2025, vende online il 14,7% di queste aziende. È una quota ancora minoritaria, che lascia spazio a chi entra nel canale con un progetto serio.
Che ruolo hanno marketplace e intelligenza artificiale?
Marketplace e intelligenza artificiale sono i due fattori che stanno cambiando il percorso d’acquisto. Secondo i dati presentati da Mastercard al Netcomm Forum 2026, marketplace generalisti e viaggi insieme valgono circa il 40% della spesa online con carta degli italiani nel 2025. Netcomm rileva che chi usa l’AI per comprare la impiega soprattutto per confrontare prezzi e prodotti (67%), ricevere suggerimenti (66,8%) e riassumere recensioni (61,2%).
Per un brand questo significa due cose. La prima: essere presenti sui marketplace è spesso inevitabile, ma va gestito con una strategia di prezzo e assortimento che protegga il proprio sito. La seconda: le risposte dei motori generativi diventano una nuova vetrina. Casaleggio Associati rileva che il traffico dalle piattaforme di AI verso i siti di shopping è passato da 6 milioni di visite al mese a ottobre 2024 a 41 milioni a dicembre 2025. Come farsi citare in quelle risposte lo spieghiamo nella guida alla generative engine optimization.
Cosa significano questi numeri per chi vende online?
Questi numeri dicono che nel 2026 l’e-commerce italiano premia chi lavora bene più di chi arriva per primo. Il pubblico c’è, 35 milioni di persone, ma cresce poco; la quota online sale lentamente; le imprese attive diminuiscono. Vince chi cura margini, logistica, contenuti e visibilità nei nuovi canali di ricerca.
In pratica conviene partire da tre verifiche: quanto pesa l’online nel proprio settore, quanto costa acquisire un cliente su sito proprio e su marketplace, quanto si perde per ritardi e resi. Con questi dati si decide se investire nel sito, nei marketplace o in entrambi. Per scegliere l’architettura giusta parti dalla nostra guida pillar sui siti e-commerce; per il picco di fine anno, dal piano per il Black Friday 2026.
Domande frequenti
Quanto vale l’e-commerce in Italia nel 2026?
Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c di Netcomm e Politecnico di Milano, gli acquisti online degli italiani superano i 66,6 miliardi di euro nel 2026, con una crescita del 6%: 42,6 miliardi per i prodotti e 24 miliardi per i servizi.
Quanti italiani comprano online?
Netcomm conta 35 milioni di consumatori digitali nel 2026. Istat, con una misura diversa, rileva che il 49% delle persone dai 14 anni in su ha acquistato online almeno una volta nei 12 mesi precedenti la rilevazione 2025.
Quale settore cresce di più online nel 2026?
Tra i prodotti cresce di più il beauty e farmaceutico, +8%. Informatica, abbigliamento, editoria, arredamento e food crescono tra il 5% e il 6%. Tra i servizi la crescita maggiore è delle assicurazioni, +11%.
Perché i dati Netcomm e Casaleggio sono diversi?
Perché misurano perimetri diversi con metodologie diverse. Netcomm e Politecnico stimano 66,6 miliardi per il 2026, Casaleggio 90,6 miliardi per il 2025. Ogni dato va letto solo nella serie storica del proprio istituto.
Le imprese che vendono online stanno aumentando?
No, nel 2026 le imprese con un e-commerce attivo scendono a circa 87.000, il 4,4% in meno del 2025, secondo Netcomm. Ne nascono molte, circa 22.000, ma ne chiudono di più, oltre 23.000.