Aggiornato il 30 settembre 2026. Stato di ogni sito verificato su comunicati ufficiali, siti aziendali e stampa di settore; esclusi i siti chiusi, assorbiti o fuori tema.

I siti e-commerce italiani che vendono nel mondo sono cambiati molto negli ultimi due anni: alcuni sono passati a gruppi esteri, altri sono stati assorbiti da concorrenti, altri ancora sono cresciuti aprendo negozi fisici all’estero. In questo aggiornamento abbiamo ricontrollato uno per uno i siti della nostra vecchia selezione e ne abbiamo aggiunti di nuovi, solo se verificabili.

Punti chiave

  • Nel 2025 gli italiani hanno speso online 62,3 miliardi di euro (+7%), secondo gli Osservatori del Politecnico di Milano.
  • YOOX fa parte del gruppo LuxExperience dal 1° maggio 2025 e ha chiuso l’esercizio a giugno 2026 con 485,1 milioni di euro di vendite.
  • LuisaViaRoma sta passando alla nuova società Lvr, con 181 dipendenti trasferiti in base all’accordo firmato il 30 giugno 2026.
  • Velasca, nata a Milano nel 2013, ha fatturato 23,5 milioni di euro nel 2024 e ha negozi a New York, Parigi, Monaco e Copenaghen.
  • Tannico, fondata nel 2012, è passata al gruppo francese Castel-Vins il 7 ottobre 2025.

Quali sono i siti e-commerce italiani più famosi nel mondo nel 2026?

Nella nostra selezione 2026 dei siti e-commerce italiani che vendono all’estero ci sono YOOX e LuisaViaRoma per la moda di lusso, Italist per le boutique, Velasca, Scarosso e DIS per le scarpe, Artemest e Arredare Moderno per il design e l’arredamento, Eataly e Tannico per cibo e vino. Hanno in comune una cosa: vendono il Made in Italy a clienti di più Paesi, spesso con siti in più lingue.

Non tutti sono ancora di proprietà italiana. YOOX appartiene a un gruppo quotato a New York, Tannico a un gruppo francese. Li abbiamo tenuti perché restano aziende nate in Italia, con sede e attività nel nostro Paese. Per un confronto con i grandi marketplace internazionali, trovi i dati nella classifica degli e-commerce più famosi al mondo.

Come stanno YOOX, LuisaViaRoma e Italist, i nomi storici della moda online?

YOOX è attivo ma non è più indipendente: dal 1° maggio 2025 fa parte di LuxExperience, il gruppo nato dall’acquisizione di Yoox Net-a-Porter da parte di Mytheresa, quotato alla Borsa di New York. Nell’esercizio chiuso il 30 giugno 2026 ha registrato vendite per 485,1 milioni di euro (-8,4%) e 1,06 milioni di clienti attivi, ma nell’ultimo trimestre è tornato a crescere del 5,6% a cambi costanti.

LuisaViaRoma, storico negozio fiorentino diventato uno dei nomi più noti del lusso online, ha attraversato una crisi seria: ad aprile 2026 il tribunale di Firenze ha ammesso la società al concordato semplificato in liquidazione. Il 30 giugno 2026 è stato firmato l’accordo per trasferire 181 dipendenti alla nuova società Lvr, guidata da una cordata di investitori italiani con presidente esecutivo Paolo Corinaldesi. L’e-commerce resta il cuore dell’attività e il completamento dell’acquisto era previsto per settembre 2026.

Italist, invece, è un marketplace che raccoglie l’offerta di boutique italiane di moda e la vende nel mondo con spedizione internazionale. Sul sito dichiara oltre 10.000 capi disponibili e l’ingresso di una nuova boutique ogni settimana. Se ti interessa la moda acquistata in Italia, con spedizioni e resi a confronto, trovi tutto nella guida ai migliori siti di abbigliamento online.

Quali e-commerce italiani vendono scarpe Made in Italy nel mondo?

Gli e-commerce italiani di scarpe più noti all’estero sono Velasca, Scarosso e DIS Design Italian Shoes. Tutti e tre vendono direttamente al cliente finale attraverso il proprio sito e dichiarano una produzione italiana; Velasca e DIS producono nelle Marche, la regione del distretto calzaturiero.

Velasca è stata fondata a Milano nel 2013 da Enrico Casati e Jacopo Sebastio. Nel 2024 ha fatturato 23,5 milioni di euro e, secondo quanto riportato da WWD nell’ottobre 2025, conta 30 negozi diretti, tra cui due a New York, due a Parigi, uno a Monaco e uno a Copenaghen. Le scarpe, che valgono il 70% delle vendite, sono prodotte a Montegranaro, nelle Marche.

Scarosso vende online scarpe fatte a mano in Italia per uomo, donna e bambino, con un sito dedicato anche al mercato statunitense. DIS Design Italian Shoes ha puntato sulla personalizzazione: il cliente sceglie modello, pellami e colori con un configuratore 3D, e la produzione avviene su ordinazione nelle Marche, con una filiera corta.

Quali siti italiani vendono design e arredamento all’estero?

Per il design e l’arredamento italiano i due nomi della nostra selezione sono Artemest, specializzata in pezzi di artigiani e piccoli produttori, e Arredare Moderno, che vende mobili e complementi di marchi italiani del design. In Italia gli acquisti online di arredamento sono stimati a 4,9 miliardi di euro nel 2026, con l’online che pesa circa il 20% sulle vendite del settore.

Artemest è una piattaforma online che seleziona arredi, lampade e oggetti decorativi di artigiani e produttori italiani. Durante la Milano Design Week, dal 20 al 26 aprile 2026, ha presentato la quarta edizione de L’Appartamento a Palazzo Donizetti, con ambienti firmati da studi internazionali come Rockwell Group. È un buon esempio di come un e-commerce possa costruire notorietà collaborando con marchi e progettisti: una logica simile a quella del cross marketing tra aziende.

ArredareModerno.com è un e-commerce di arredamento moderno con showroom a Varese. Vende tavoli, sedie, divani, letti, lampade e arredo da esterno di marchi italiani come Bontempi Casa, Cattelan Italia, Désirée e Moroso, e ha versioni del sito in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo. Per farsi un’idea dell’offerta si può consultare il catalogo di Arredare Moderno.

Quali e-commerce italiani di cibo e vino spediscono all’estero?

Per il cibo e il vino i due e-commerce italiani più noti sono Eataly e Tannico. Eataly spedisce dal proprio negozio online in 25 destinazioni europee, dall’Austria alla Spagna, ma a fine settembre 2026 non spedisce nel Regno Unito. Tannico, enoteca online nata in Italia, è specializzata nella vendita di vini e distillati.

Tannico è stata fondata nel 2012 da Marco Magnocavallo e nel 2024 ha fatturato 60 milioni di euro. Dopo essere stata controllata da Campari e Moët Hennessy, il 7 ottobre 2025 è stata ceduta al gruppo francese Castel-Vins, che ha oltre 1,1 miliardi di euro di ricavi e vuole usarla per rafforzare la vendita diretta in Europa. Il marchio Tannico resta operativo.

Quali siti della vecchia classifica sono stati esclusi e perché?

Rispetto alla versione precedente abbiamo tolto quattro siti: Everli, Mirta, Casavo e Vinitaly Wine Club. Nessuno di loro, per motivi diversi, risponde oggi alla definizione di e-commerce italiano che vende prodotti nel mondo.

Everli, nata nel 2014 come Supermercato24, è un servizio di spesa online che opera in Italia con le catene della grande distribuzione: non vende all’estero, e la quotazione al Nasdaq annunciata per il primo trimestre 2026 non risulta verificabile. Mirta, marketplace della pelletteria artigianale, è stata acquisita da Ta-Daan il 28 ottobre 2025 e il vecchio indirizzo rimanda al sito dell’acquirente. Casavo è una piattaforma immobiliare per la valutazione e la vendita di case, non un negozio online. Per Vinitaly Wine Club, infine, non abbiamo trovato conferme che il servizio sia ancora attivo.

Quanto vale l’e-commerce in Italia nel 2026?

Secondo gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, nel 2025 gli acquisti online degli italiani hanno raggiunto 62,3 miliardi di euro (+7%) e nel 2026 sono stimati a 66,6 miliardi (+6%). L’online vale l’11,5% delle vendite al dettaglio di prodotti, e le imprese con un e-commerce sono circa 87.000, in calo del 4,4%.

Sul fronte delle imprese c’è ancora strada da fare: secondo Istat nel 2025 vendeva online il 20,1% delle aziende italiane con almeno 10 addetti, contro una media europea del 23,59%. Per chi vuole aprire un negozio online, il primo passo è un sito costruito bene: la guida su come creare un sito web professionale spiega da dove partire, e nella sezione E-commerce del Magazine trovi altri casi e dati. Se il tema è raccontare il proprio Made in Italy con contenuti che vendano anche all’estero, è il lavoro che facciamo nei progetti di content marketing.

Domande frequenti

Qual è l’e-commerce italiano più famoso nel mondo?

Tra gli e-commerce nati in Italia, YOOX è uno dei più noti a livello internazionale: nell’esercizio chiuso il 30 giugno 2026 ha servito 1,06 milioni di clienti attivi e registrato vendite per 485,1 milioni di euro. Dal 1° maggio 2025 fa parte del gruppo LuxExperience.

YOOX è ancora un’azienda italiana?

YOOX è nato in Italia ma dal 2025 appartiene a LuxExperience, il gruppo creato da Mytheresa dopo l’acquisto di Yoox Net-a-Porter da Richemont, completato il 23 aprile 2025. Il gruppo è quotato alla Borsa di New York e YOOX ne rappresenta il segmento dedicato al lusso scontato.

Che fine ha fatto LuisaViaRoma?

Dopo il concordato semplificato in liquidazione ammesso ad aprile 2026, LuisaViaRoma sta passando alla nuova società Lvr, sostenuta da investitori italiani guidati da Paolo Corinaldesi. L’accordo del 30 giugno 2026 prevede il trasferimento di 181 dipendenti e l’e-commerce resta l’attività principale.

Everli è un e-commerce italiano?

Sì, Everli è un servizio italiano di spesa online nato nel 2014 come Supermercato24, ma lavora solo in Italia con le catene della grande distribuzione. Per questo non rientra in una selezione di e-commerce italiani che vendono il Made in Italy nel mondo.

Quanto spendono online gli italiani?

Nel 2025 gli italiani hanno speso online 62,3 miliardi di euro, di cui 40 miliardi in prodotti e 22,3 miliardi in servizi, secondo gli Osservatori del Politecnico di Milano con Netcomm. Per il 2026 la stima è di 66,6 miliardi di euro, in crescita del 6%.