Google Business Profile, la scheda dell’attività su Google, è il profilo gratuito che fa comparire un’azienda su Google Maps e nei risultati locali con indirizzo, orari, foto, recensioni e pulsanti per chiamare o chiedere indicazioni. Per un negozio, uno studio o un artigiano è spesso il primo contatto con un cliente della zona, prima ancora del sito. Questa guida spiega chi può aprirla, come si verifica, cosa conta per comparire in alto e come gestire le recensioni nel rispetto delle regole.

Punti chiave

  • La scheda è riservata alle attività che incontrano i clienti di persona, in sede o andando da loro; uffici virtuali e caselle postali non sono ammessi.
  • Per Google il ranking locale dipende da pertinenza, distanza e prominenza, e non si può pagare per migliorarlo.
  • Il nome della scheda deve essere quello reale dell’attività, senza parole chiave, slogan o città aggiunte.
  • Sono vietate le recensioni pagate, incentivate o richieste solo ai clienti soddisfatti.
  • Il 23 marzo 2026 l’AGCM ha sanzionato Trustpilot per 4 milioni di euro per controlli inadeguati sulle recensioni.

Chi può aprire una scheda Google Business Profile?

Può aprire una scheda Google Business Profile un’attività che ha contatti di persona con i clienti durante l’orario dichiarato: in una sede che i clienti visitano, come un negozio o uno studio, oppure andando dai clienti, come un idraulico o un’impresa di pulizie. Le attività solo online, gli uffici virtuali e gli indirizzi usati solo per la posta non sono idonei.

Le linee guida ufficiali di Google ammettono gli spazi di coworking solo se l’attività ha un’insegna e personale presente in orario. Chi lavora presso i clienti può nascondere l’indirizzo e indicare un’area servita. Una sola scheda per sede: i duplicati vengono rimossi e possono compromettere anche la scheda principale.

Il nome deve corrispondere a quello usato nel mondo reale, su insegna, sito e documenti. Non può contenere slogan, codici, orari, numeri di telefono, URL, descrizioni di servizi o indicazioni di località, né parole tutte in maiuscolo. “Rossi Infissi” va bene; “Rossi Infissi Milano serramenti in PVC economici” viola le regole e rischia la sospensione.

Come si verifica la scheda?

La scheda si verifica con uno dei metodi che Google propone per quella specifica attività: registrazione di un video, videochiamata in diretta, telefono, SMS, email o cartolina postale. Non si sceglie liberamente: Google decide quali metodi rendere disponibili in base a categoria, posizione e storico. La cartolina arriva di solito entro due settimane e il codice scade dopo 30 giorni.

La verifica con video, oggi la più frequente, chiede di riprendere in un’unica registrazione l’esterno con l’insegna o la zona, gli strumenti di lavoro o l’interno, e un elemento che dimostri la gestione dell’attività, come le chiavi o un documento. Conviene prepararla prima, con buona luce, per non doverla ripetere.

Facciata di un negozio con una bicicletta parcheggiata davanti
Foto: Wai Hsuen Chan via Unsplash

Cosa conta per comparire nei risultati locali?

Per comparire nei risultati locali contano tre fattori, secondo Google: pertinenza, cioè quanto la scheda corrisponde a ciò che l’utente cerca; distanza dalla posizione dell’utente o dal luogo indicato nella ricerca; prominenza, cioè quanto l’attività è conosciuta, anche in base a recensioni, link e articoli che ne parlano. Google precisa che non è possibile chiedere o pagare un ranking migliore.

La pertinenza si costruisce con una scheda completa: categoria principale la più specifica possibile, categorie secondarie poche e reali, descrizione chiara, servizi o prodotti elencati, orari sempre aggiornati, festività comprese. Google raccomanda di usare il minor numero possibile di categorie e di non trattarle come parole chiave.

La prominenza si costruisce fuori dalla scheda. Google spiega che più recensioni e valutazioni positive possono aiutare il ranking locale; contano anche un sito con indirizzo e telefono coerenti con la scheda e la presenza in fonti locali autorevoli. Il sito resta fondamentale, anche perché dal marzo 2024 Google ha chiuso i siti web creati da Business Profile: chi li usava è rimasto senza. Per farne uno, leggi la guida su come creare un sito web professionale e quella su quanto costa un sito web.

Come si gestiscono le recensioni?

Le recensioni si gestiscono chiedendole a tutti i clienti, rispondendo a tutte, positive e negative, e senza mai comprarle o filtrarle. Le norme di Google vietano le recensioni non basate su un’esperienza reale, quelle pagate in denaro o in natura, quelle incentivate con sconti e omaggi, quelle scritte da dipendenti o ex dipendenti e la pratica di chiedere recensioni solo ai clienti soddisfatti.

Le regole non sono solo di Google. La Direttiva UE 2019/2161, la cosiddetta Omnibus, recepita in Italia dal D.Lgs. 26/2023, considera sempre ingannevoli le recensioni false e quelle presentate come autentiche senza controlli ragionevoli, e obbliga chi pubblica recensioni dei consumatori a spiegare se e come verifica che vengano da clienti reali. L’AGCM applica queste norme: il 23 marzo 2026 ha sanzionato Trustpilot per 4 milioni di euro per controlli inadeguati e per aver permesso alle aziende di scegliere a quali clienti chiedere le recensioni. Per hotel e ristoranti, la legge annuale sulle PMI (L. 34/2026), in vigore dal 7 aprile 2026, ha introdotto regole specifiche sulle recensioni online.

Rispondere bene è anche marketing: una risposta educata e concreta a una critica mostra ai futuri clienti come l’attività gestisce i problemi. Ringrazia, riconosci il punto, spiega cosa farai, evita dati personali del cliente. Le richieste di recensione si possono inserire nella comunicazione post vendita, per esempio nelle email automatiche descritte nella guida all’email marketing per e-commerce.

Quali funzioni sono cambiate di recente?

Negli ultimi due anni Google ha tolto diverse funzioni dalla scheda. Il 5 marzo 2024 ha disattivato i siti web creati con Business Profile; il 31 luglio 2024 ha chiuso la chat e la cronologia delle chiamate; il 3 novembre 2025 ha dismesso l’interfaccia di programmazione (API) della funzione domande e risposte.

Il senso è chiaro: la scheda diventa sempre più una fonte di dati per Maps, per la ricerca e per le risposte generate dall’AI. Informazioni complete, coerenti con il sito e aggiornate valgono più di qualsiasi trucco. Per capire come questi dati entrano nelle risposte di AI Mode e AI Overviews leggi la guida ad AI Mode e SEO; per inserire la scheda in una strategia locale più ampia, la guida ai canali di digital marketing.

Un’ultima abitudine utile: controllare la scheda ogni mese. Chiunque può suggerire modifiche a nome, orari o indirizzo, e Google a volte le applica in automatico. Una verifica periodica evita di scoprire troppo tardi che il negozio risulta chiuso la domenica sbagliata.

Domande frequenti

Google Business Profile è gratuito?

Sì, creare e gestire la scheda è gratuito. Si paga solo se si sceglie di fare pubblicità su Google, ma la pubblicità non migliora la posizione organica della scheda nei risultati locali.

Posso aprire la scheda senza un negozio fisico?

Sì, se vai dai clienti, come un idraulico o un fotografo di eventi: puoi nascondere l’indirizzo e indicare l’area servita. Non è ammessa per attività solo online, uffici virtuali o indirizzi usati solo per la posta.

Posso mettere parole chiave nel nome della scheda?

No. Il nome deve essere quello reale dell’attività. Aggiungere servizi, città o slogan viola le linee guida di Google e può portare alla sospensione della scheda.

Posso offrire uno sconto in cambio di una recensione?

No. Google vieta le recensioni incentivate, e la normativa europea e italiana considera ingannevoli le recensioni false o non verificate. Puoi chiedere a tutti i clienti di lasciare un’opinione, senza premi e senza selezionare solo i soddisfatti.

Come si sale nei risultati di Google Maps?

Lavorando su pertinenza e prominenza: categoria corretta, scheda completa e aggiornata, foto reali, recensioni autentiche con risposte, sito coerente con la scheda. La distanza dall’utente non si controlla, e il ranking non si può comprare.