Aggiornato il 4 ottobre 2026. Date e numeri da comunicati ufficiali Google, dalla documentazione di Search Console e da studi con metodo dichiarato (Pew Research Center, SISTRIX, Ahrefs), verificati il 30 settembre 2026.

Chi si occupa di AI Mode SEO oggi deve fare i conti con due funzioni diverse della Ricerca Google: le AI Overviews, i riassunti generati che compaiono sopra i risultati, e AI Mode, la modalità conversazionale che risponde a domande complesse. Entrambe sono arrivate in Italia nel 2025 e nel 2026 sono diventate parte stabile della ricerca. Qui trovi le date, i dati affidabili sull’impatto sui clic, le novità di Google I/O 2026, cosa mostra Search Console e cosa conviene fare a una PMI.

Punti chiave

  • Le AI Overviews sono arrivate in Italia il 26 marzo 2025; AI Mode è disponibile in italiano dall’8 ottobre 2025.
  • Secondo Google, AI Mode ha superato 1 miliardo di utenti mensili (maggio 2026) e le AI Overviews 2,5 miliardi (giugno 2026).
  • Pew Research Center ha misurato che, con un riassunto AI, gli utenti cliccano un risultato tradizionale nell’8% delle visite contro il 15% senza riassunto.
  • In Germania, secondo SISTRIX, il CTR della prima posizione scende dal 27% all’11% quando compare una AI Overview.
  • Dal 31 agosto 2026 Search Console mostra a tutti i siti le impressioni nelle funzionalità AI, ma senza clic, senza query e senza separare AI Mode da AI Overviews.

Cos’è Google AI Mode e in cosa è diverso da AI Overviews?

AI Mode è una modalità della Ricerca Google, accessibile da una scheda dei risultati e dall’app Google, in cui l’utente fa domande articolate e riceve una risposta generata con link alle fonti, potendo continuare con domande successive. Le AI Overviews sono invece riassunti che compaiono sopra i risultati classici, solo per alcune ricerche. Entrambe usano la tecnica del query fan-out; AI Mode si basa su modelli Gemini personalizzati per la Ricerca.

Il query fan-out consiste nello scomporre la domanda in sottotemi e lanciare più ricerche in parallelo, per poi combinare i risultati. Per un sito significa poter essere citato anche per una parte della domanda, non solo per la parola chiave principale. Google descrive AI Mode come lo strumento per le ricerche che richiedono approfondimento, ragionamento o confronti complessi, mentre le AI Overviews servono a farsi un’idea rapida di un argomento.

Cambia anche il modo di cercare. Presentando AI Mode in Italia, Google ha indicato che i primi utenti facevano domande due o tre volte più lunghe di una ricerca tradizionale. Per chi scrive contenuti vuol dire intercettare domande complete, con contesto e vincoli, più che singole parole chiave.

Da quando AI Overviews e AI Mode sono disponibili in Italia?

Le AI Overviews sono disponibili in Italia dal 26 marzo 2025, lanciate insieme ad Austria, Belgio, Germania, Irlanda, Polonia, Portogallo, Spagna e Svizzera. Al lancio erano riservate agli utenti maggiorenni collegati con un account Google. AI Mode è arrivata in italiano l’8 ottobre 2025, nell’ambito di un’espansione a 38 nuove lingue e quasi 50 nuovi paesi e territori.

L’annuncio italiano di AI Mode, firmato da Melissa Ferretti Peretti, country manager di Google in Italia, precisava che la funzione è disponibile come scheda nei risultati e nell’app Google per Android e iOS, e accetta domande scritte, vocali o tramite fotocamera. Da quel momento chi fa SEO in Italia lavora con entrambe le interfacce generative attive.

Quanto incidono AI Overviews e AI Mode su clic e traffico?

Gli studi con metodo dichiarato concordano: quando compare un riassunto AI, i clic sui risultati organici calano in modo netto, soprattutto per le ricerche informative. Le stime variano per paese, periodo e campione, quindi vanno lette come ordini di grandezza. Google, dal canto suo, sostiene di aver aumentato i link nelle risposte e le anteprime dei siti per favorire i clic.

Fonte Campione e periodo Risultato principale
Pew Research Center (22 luglio 2025) 900 adulti negli Stati Uniti, 68.879 ricerche Google, marzo 2025 Clic su un risultato tradizionale nell’8% delle visite con riassunto AI, 15% senza; clic su un link dentro il riassunto nell’1% dei casi
Ahrefs (4 febbraio 2026) 300.000 parole chiave, dati aggregati di Search Console, desktop, dicembre 2025 CTR medio della prima posizione più basso del 58% quando è presente una AI Overview
SISTRIX (25 febbraio 2026, aggiornato il 2 aprile 2026) Oltre 100 milioni di parole chiave, Germania AI Overviews su poco più del 20% delle keyword; CTR della prima posizione dal 27% all’11%; circa 265 milioni di clic organici persi al mese, il 6,6% del totale

Lo studio di Pew Research Center aggiunge due dati utili: il 18% delle ricerche analizzate mostrava un riassunto AI e, in quei casi, gli utenti chiudevano la navigazione nel 26% delle visite, contro il 16% senza riassunto. SISTRIX rileva inoltre forti differenze per settore: i portali sulla salute sono i più colpiti, mentre le ricerche transazionali, come acquisti e viaggi, risultano poco toccate.

Per l’Italia non abbiamo trovato studi pubblici con metodo dichiarato e dati aggiornati al 2026 sulla quota di ricerche con AI Overview. Per questo i numeri di Stati Uniti e Germania vanno usati come riferimento di tendenza, non come stima del proprio traffico, che si verifica solo con i dati del sito.

Cosa ha annunciato Google a I/O 2026 per la Ricerca?

A Google I/O, il 19 maggio 2026, Google ha comunicato che AI Mode ha superato 1 miliardo di utenti mensili a un anno dal debutto, con query più che raddoppiate ogni trimestre. Ha annunciato Gemini 3.5 Flash come nuovo modello predefinito di AI Mode a livello globale e il più grande aggiornamento della casella di ricerca in oltre 25 anni.

La nuova casella accetta testo, immagini, file, video e schede di Chrome, e cerca di anticipare l’intento dell’utente. Sono stati annunciati anche agenti informativi che monitorano il web su temi scelti, per gli abbonati Google AI Pro e Ultra, e funzioni di prenotazione per servizi locali negli Stati Uniti. Google non ha indicato date per l’Italia di queste funzioni.

Il 3 giugno 2026 Google ha poi annunciato nuovi strumenti per i proprietari dei siti, completati il 31 agosto 2026, e ha indicato che le AI Overviews superano 2,5 miliardi di utenti mensili. Nella guida all’ottimizzazione per l’AI generativa, aggiornata il 10 luglio 2026, cita anche le esperienze agentiche, come Business Agent e il protocollo Universal Commerce Protocol, rilevanti soprattutto per chi vende online.

Cosa vede Search Console del traffico da AI Mode e AI Overviews?

Dal 31 agosto 2026 tutti i siti hanno in Search Console il report sulle prestazioni nelle funzionalità di AI generativa. Mostra le impressioni, cioè quante volte i link del sito sono comparsi in AI Overviews e AI Mode, con filtri per pagina, paese, dispositivo e data. Non mostra clic né query e non separa le due funzioni.

Le impressioni e i clic provenienti dalle funzioni AI restano inclusi anche nel report Prestazioni standard, nel tipo di ricerca Web, mescolati al resto del traffico organico. Il nuovo report è quindi utile per capire quali pagine vengono usate come fonte e in quali paesi, ma per valutare l’effetto sui clic serve incrociarlo con l’andamento delle stesse pagine nel report classico e in analytics.

Nella stessa data Google ha esteso a tutti i siti un controllo, nelle impostazioni di Search Console, per escludere i contenuti da AI Overviews, AI Mode e dalle funzioni generative di Discover. Secondo Google non viene usato come segnale di ranking nel resto della Ricerca, ma chi lo attiva rinuncia al traffico da quelle funzioni. Per una PMI che vive di visibilità locale o di vendite online, in genere, non conviene.

Quali aggiornamenti dell’algoritmo ci sono stati nel 2026?

Nel 2026 Google ha rilasciato due core update: quello di marzo, dal 27 marzo all’8 aprile, e quello di maggio, dal 21 maggio al 2 giugno. Nello stesso periodo sono arrivati gli spam update di marzo, giugno e agosto, e il 24 settembre 2026 è partito lo spam update di settembre, che al 30 settembre risultava ancora in corso sulla dashboard ufficiale della Ricerca.

Poiché AI Overviews e AI Mode si basano sui sistemi di ranking principali, i core update influiscono anche su quali pagine vengono scelte come fonte. Se il traffico cala in una delle finestre indicate, conviene confrontare le pagine colpite nel report Prestazioni e nel report sull’AI generativa, prima di attribuire il calo alle risposte generate.

Cosa deve fare una PMI per restare visibile nella ricerca AI?

Deve curare le basi che Google indica per le funzioni AI: pagine indicizzate e idonee allo snippet, contenuti originali e utili, dati strutturati coerenti con il testo, profilo dell’attività e catalogo prodotti aggiornati, recensioni reali. Per le tecniche specifiche con cui farsi citare dagli assistenti trovi una guida dedicata alla GEO (generative engine optimization).

Primo piano di una mano che scrive sulla tastiera di un portatile
Foto: www.Pixel.la Free Stock Photos, CC0, via Wikimedia Commons
  1. Verifica in Search Console che le pagine importanti siano indicizzate e non abbiano direttive nosnippet o noindex applicate per errore.
  2. Riscrivi le pagine chiave rispondendo alle domande complete dei clienti, con dati, prezzi indicativi reali e condizioni chiare, non con testi generici.
  3. Completa il profilo dell’attività su Google: categorie, orari, servizi, foto. Google indica che le attività con informazioni complete e accurate hanno più probabilità di comparire nei risultati locali.
  4. Chiedi recensioni ai clienti e rispondi a tutte: per Google più recensioni e valutazioni positive migliorano il posizionamento locale.
  5. Se vendi online, tieni aggiornati feed di Merchant Center e schede prodotto con dati strutturati coerenti con ciò che l’utente vede.
  6. Pubblica contenuti che solo tu puoi fare: casi reali, foto dei lavori, confronti basati sulla tua esperienza.
  7. Controlla ogni mese il report sull’AI generativa e confronta le pagine citate con quelle che portano clic e contatti.

Chi gestisce un sito e-commerce dovrebbe partire da schede prodotto e pagine di categoria, perché le ricerche transazionali sono state finora meno toccate dai riassunti AI. Chi ha un’attività locale ha nel profilo su Google la leva più diretta. In entrambi i casi la ricerca AI va letta dentro l’insieme dei canali di digital marketing: se il traffico informativo cala, newsletter, social e campagne a pagamento aiutano a presidiare il cliente. Un sito professionale veloce e ben strutturato resta la base, insieme agli strumenti di web marketing per misurare i risultati. Se vuoi un piano che tenga insieme SEO, ricerca AI e advertising, è il lavoro che facciamo nel digital marketing.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra AI Mode e AI Overviews?

Le AI Overviews sono riassunti generati che compaiono sopra i risultati classici solo per alcune ricerche. AI Mode è una modalità separata, conversazionale, pensata per domande complesse e confronti, in cui l’utente può continuare con domande successive. Entrambe mostrano link alle fonti e si basano sui sistemi di ranking della Ricerca Google.

Serve un’ottimizzazione speciale per comparire in AI Mode?

Secondo Google no: non ci sono requisiti aggiuntivi oltre all’indicizzazione e all’idoneità allo snippet, e non servono file o markup specifici. Valgono le buone pratiche SEO: contenuti utili e originali, pagine accessibili, dati strutturati coerenti con il testo e informazioni aziendali aggiornate.

Posso vedere in Search Console i clic arrivati da AI Mode?

Non separatamente. Il report sull’AI generativa, disponibile per tutti i siti dal 31 agosto 2026, mostra solo le impressioni, insieme per AI Overviews e AI Mode. I clic sono inclusi nel report Prestazioni standard, nel tipo di ricerca Web, senza distinzione dagli altri risultati organici.

Le AI Overviews riducono sempre il traffico?

Gli studi indicano un calo marcato dei clic sulle ricerche informative quando compare un riassunto AI, ma l’effetto varia molto per settore. SISTRIX, in Germania, osserva che salute e informazione sono i più colpiti, mentre acquisti e viaggi lo sono poco. L’impatto reale si verifica solo con i dati del proprio sito.

Conviene escludere il sito dalle funzioni AI di Google?

Per la maggior parte delle PMI no. Il controllo di Search Console permette di uscire da AI Overviews e AI Mode senza effetti sul ranking nel resto della Ricerca, ma si rinuncia a comparire e a essere citati in quelle risposte, che per molte ricerche occupano la parte più visibile della pagina.